Gli studi di settore sono diventati la parte più importante della dichiarazione dei redditi. Se non si adempie agli studi di settore, tuttavia, non si hanno multe automatiche. È quanto emerge dalla serata informativa dedicata a temi fiscali che la sede di Bolzano dell'APA ha organizzato il 20 marzo 2008. Oltre 90 aziende hanno aderito all'invito alla Casa dell'Artigianato.
"Per chiarire fin dall'inizio eventuali dubbi,
l'ufficio distrettuale APA nel corso della serata informativa ha informato le
piccole e medie imprese sulla corretta applicazione degli studi di settore nella
dichiarazione dei redditi" spiega il direttore degli uffici distrettuali APA
Karl Forer. L'APA ha fornito le informazioni insieme a rappresentanti delle
autorità fiscali. Gli esponenti del fisco Giorgio Splendore ed Elena Santorum
hanno illustrato le novità e i dati necessari al calcolo degli studi di
settore.  | | Serata informativa a Bolzano |
Lo scorso anno l'inasprimento degli studi di settore ha
suscitato forti reazioni nel mondo imprenditoriale. Se un'azienda non
soddisfaceva le norme fiscali calcolate statisticamente dall'ufficio tributario,
scattava la notifica ufficiale. Rispetto al 2007 sono cambiate diverse cose: "Se
un'azienda è al di sotto dei valori degli studi di settore previsti dall'ufficio
tributario, non scatta automaticamente la penalizzazione", ha spiegato
Forer. Gli studi di settore sono stati elaborati come strumento per
contrastare l'economia sommersa. I dati necessari per calcolare gli studi di
settore, tuttavia, diventano di anno in anno più complessi. Dalle aziende
artigiane l'autorità pretende una suddivisione dei materiali impiegati e
l'indicazione esatta dei clienti e dei diversi procedimenti di lavoro.
|
|
|
 |